domenica 18 gennaio 2015

Operatori di strada e spesa dei soldi pubblici per "combattere" la tossicodipendenza a Prato

E' di questi giorni l'annuncio da parte del comune di Prato dell'arrivo degli operatori di strada della coop. CAT di Firenze con un investimento di 56.000€ che si somma ai 40.000€ per la mappatura dei luoghi dello spaccio già commissionata al PIN. Essendo un argomento che ci riguarda in pieno, reputiamo opportuno dire la nostra.
Abbiamo incontrato gli operatori della Cat, Giovanna Campioni, Daniele Bertusi e Stefano Bertoletti sin da agosto 2013, venuti da Firenze a via PierCironi per conoscere i luoghi dove i loro assistiti fiorentini venivano ad acquistare le sostanze, avendo avuto diverse overdose partite da Prato e arrivate a Firenze.  Abbiamo condiviso sin da subito la necessità di porre in essere delle attività congiunte per attirare risorse necessarie a progettare percorsi di recupero e di riduzione del danno, unendo le rispettive esperienze. 
Abbiamo ascoltato le loro parole, dicevano che dovevamo  collaborare visto che siamo l'unica realtà presente costantemente sul territorio, che dovevamo insistere con il Ser.T. del quale loro stessi non avevano alcuna fiducia.
A chi ci chiede notizie del sostegno al nostro presidio da parte del comune,  rispondiamo che il nostro progetto è protocollato dal 2013, riprotocollato nel 2014 con la nuova giunta,  ma sin qui dal "palazzo" nulla, promesse tante, da Cenni prima e Biffoni poi...... promesse di convenzioni, protocolli, intese, ma poi il nulla assoluto, mentre abbiamo visto dare soldi agli amici degli amici, sia prima che dopo. Da quando è stato eletto sindaco, abbiamo incontrato più volte Matteo Biffoni,  rappresentandogli la situazione in continuo peggioramento. Gli abbiamo chiesto di fare un consiglio comunale straordinario in strada o di venire ad arbitrare una partita di Palla Bastarda, ma nulla.  Con lui un rapporto cordiale, propositivo e divertente, ma di tutte le promesse ricevute o delle proposte fatte, non si è verificato nulla.  Noi non siamo un contenitore politico o un centro di potere, ne siamo consapevoli e non ci interessa diventarlo.  Non siamo "radical chic"... semmai siamo "critical strong", perchè per stare qui a lottare, oltre al coraggio, ci vuole tanta chiarezza. Il silenzio istituzionale o le promesse disattese dei politici-amministratori pratesi non ci stupisce più, ormai ci ridiamo sopra, e andiamo avanti lo stesso, siamo abituati,  a fatica e con poche risorse, fin che ci siamo facciamo!!
Non ci sorprende quindi  leggere i comunicati e i giornali in merito  agli operatori di strada in arrivo da Firenze, o i contributi appena rinnovati al terzo settore pratese per l'emergenza povertà.  Prevedevamo già che la nostra azione sociale indipendente non sarebbe stata considerata e rispettata,  ora ne siamo definitivamente e ufficialmente testimoni.  Per noi via Cironi è un posto di trincea, dove i ragazzi muoiono e tutti si vive male,   siamo contenti se si fanno cose per la riqualifica a prescindere da noi, un pò meno se vengono fatte  per accontentare interessi terzi o di partito senza ricadute sul territorio.  Le nostre idee e la nostra esperienza sono condivisibili, un pò meno "scippabili", perchè tra le righe dei progetti depositati e protocollati, c'è un elemento strano, che si chiama passione nel fare bene le cose, che difficilmente è trasferibile  da un soggetto ad un altro.

A fine luglio 2014, mentre eravamo qui a Cironi durante la Summer School of Ecodesign, una sera  è venuto il vicesindaco Simone Faggi con un suo amico fiorentino dirigente di ASL o Regione Toscana. Abbiamo offerto loro una birra, abbiamo chiacchierato della situazione e raccontato la nostra storia in strada, rispondendo alla loro domanda: "Secondo voi..... che state qui da quasi due anni....Quale sarebbe la soluzione per Via Cironi?"  Questa  la nostra risposta:
Coinvolgere la coop CAT di Firenze  in un progetto per la riduzione del danno con la creazione di operatori di strada pratesi, coinvolgendo gli operatori/mediatori già formati con precedente FEI (fondo europeo per l'integrazione)  PROGETTO 2010/FEI/PROG-6338 - DIALOGHI INTERCULTURALI che già conoscono il territorio e che sappiamo essere disoccupati utilizzando la nostra sede di via Cironi come base per l' addestramento e l'aggiornamento, avendo modo di fare qui direttamente tirocinio della strada, e portando delle risorse anche al nostro spazio, che ricordiamo essere aperto tutti i giorni fino a tarda notte. Il giorno dopo abbiamo contattato Bertusi,  e Bertoletti della CAT per informarli della conversazione, gli scrivemmo anche,  invitandoli a venire a Prato per organizzare un incontro con il vicesindaco Faggi. Stranamente, da quella ultima comunicazione di luglio, i signori della CAT non si sono più fatti sentire e hanno smesso di rispondere alle mail. 

Il 4 agosto 2014  Simone Faggi ci dice che il comune è disposto a dare a recuperiamoci! una somma di 1000 euro mese a condizione che mettiamo tutto a norma, un investimento di oltre 30.000 euro, per noi impossibile. Proposta che non siamo in grado di accettare, avendo speso sino a quel momento oltre 20.000 euro e non potendoci indebitare ulteriormente. Abbiamo provato a rilanciare, chiedendo un investimento a metà tra comune e privati, o l'impegno del comune a spostare presso di noi dei servizi utili alla città, ma nulla.
Passano i mesi, nel silenzio dell'amministrazione comunale,  a fine ottobre 2014 Faggi e Biffoni annunciano la mappatura dei luoghi dello spaccio commissionata al PIN e l'arrivo degli operatori di strada da Firenze con un investimento di circa 100.000,00 euro. Contattiamo la CAT, chiedendo se ne sanno qualcosa,  prima Bertoletti ci dice "che non può confermare nè smentire".... poi Bertusi, che  fantozzianamente  deve ammettere che sono stati contattati dalla regione per il "problema Prato", e che hanno preferito non informarci e muoversi "da soli" dal momento che appena hanno fatto il nome di Recuperiamoci! il "tavolo di progettazione stava per saltare" (cit. Bertusi-CAT). Bellaroba, si, proprio BBella! 
Evidentemente abbiamo dato fastidio a qualcuno. In quel momento ci siamo resi conto di quanto è importante continuare a fare quello che facciamo quotidianamente dal nostro presidio: informare, stimolare, sollecitare la comunità, alla presa di coscienza del problema e se serve smascherare quelli che pensano di essere furbetti e lucrano sopra al disagio altrui. 

I nostri rapporti con il SerT di Prato risalgono al giugno 2013, durante il Festival del Pane, il nostro primo evento in strada, quando ci rendiamo conto di persona quale livello di degrado e tossicodipendenza sono presenti nella zona. Vista la situazione,  chiediamo un incontro alla dott.ssa  Manfredi responsabile del SerT di Prato, rappresentandole una situazione degradata fatta di adolescenti che bucavano in strada. Ci ha rimandato più volte e con mille scuse, la più bella fu quando disse che voleva prendere un appuntamento con un sociologo... e noi a dirle che intanto che rimandava gli appuntamenti c'erano gli adolescenti che si bucavano li, sul gradino del civico 5 di via Cironi. La più brutta, mentre eravamo con una ragazza 17 enne in crisi che ci ha chiesto di essere portata al Sert, e la dottoressa Manfredi ci ha risposto  che era molto impegnata e che ci avrebbe richiamato presto, nel mentre che ci passava davanti l'uscio a via Cironi ed entrava nella porta di fronte, quando ancora c'era la ASL. Quella stessa ragazza l'abbiamo accompagnata in crisi una mattina al Sert di Prato, ma le hanno risposto che lei era residente a Firenze e doveva rivolgersi a loro. E dopo questo rimbalzo, l'abbiamo persa di nuovo. Da quello che leggiamo quindi sui giornali, la nostra proposta di luglio, è stata "recepita" tranne che in due punti: 1) lasciare risorse e occupazione sul territorio pratese,  in questo momento avrebbero dato un bel segnale,  nel creare nuovi posti di lavoro per giovani cittadini pratesi, che avevano già fatto percorsi formativi con soldi europei spesi dal comune e crediamo non solo per un anno, considerando il tema. 
2) coinvolgerci nella realizzazione,  sostenendo il nostro presidio aperto tutti i giorni fino a tarda notte e le attività da noi prestate sin qui in maniera "volontaristica" aiutandoci a trasformarle in impresa sociale..... non dimentichiamo che siamo disoccupati anche noi.  Avrebbe rappresentato il primo riconoscimento reale e istituzionale da parte del comune di Prato, per l'attività che svolgiamo da anni concretamente con i fatti e non a parole, ma forse il problema è proprio questo. 

Da quando questa giunta si è insediata, abbiamo segnalato agli assessori interessati e al sindaco le varie problematiche della zona e chiesto supporto istituzionale e operativo, dalle siringhe al Campino  ai casi critici incontrati in strada, dalla mancata chiusura della strada in occasione dei nostri eventi, alle minacce e aggressioni subite, tutto è rimasto lettera morta.
Il 16 novembre 2014 TV PRATO trasmette il video di tre ragazzi che si bucano in una corte condominiale di via San Giorgio, due italiani e uno straniero. Segnaliamo al sindaco Biffoni che per due di loro  il 18 settembre abbiamo scritto al vicesindaco Faggi per chiedere l'aiuto nel costruire un percorso protetto, avendoli agganciati in strada e convinti ad iniziare a ridurre il danno, cioè a drogarsi di meno, precisamente da 10 ai 2 buchi al giorno e azzeramento dell'assunzione degli psicofarmaci unitamente ad alcool e sostanze, attraverso il lavoro e la convivialità.  Ma anche in questa sede il vicesindaco non  risponde alla nostra richiesta.

 Il 18 novembre 2013 l'intervista a Faggi "E non mi dimentico del ruolo dell’associazione “Recuperiamoci” di Paolo Massenzi, che si è mossa e si muove nella giusta direzione e che sa benissimo che noi stiamo cercando di far quadrare tutto e garantire la prosecuzione della sua attività”.
Ringraziamo ancora il vicesindaco per le belle parole, lo attendiamo ancora concretamente con i fatti, ma forse il problema ancora una volta, è proprio questo, perchè mentre altri parlano, noi siamo qui a tenere aperto questo luogo accogliendo persone e provando ad aiutarle in ogni maniera. Per risolvere i problemi del degrado umano in questa fetta di centro storico di Prato c'è bisogno di.... cuore e sporcarsi le mani. In uno dei colloqui estivi con il sindaco, presenti gli assessori Mangani e Faggi abbiamo fatto presente che prima ancora di risorse economiche a via Cironi serviva attenzione e presenza delle istituzioni, che venissero a dare testimonianza in occasione delle feste in strada che organizzavamo tra mille difficoltà, ma niente: quel giorno era giovedì 24 luglio, la strada non è stata chiusa nonostante la delibera comunale e noi ci siamo beccati una bella aggressione da due magrebini che non volevano spostare le loro auto.  Vedere somme di danaro mandate integralmente altrove, e non lasciate sul territorio pratese, dove potrebbero lavorare ragazzi pratesi disoccupati e formati, non ci fà per nulla piacere, e non ci interessa se qualcuno si risentirà per quello che scriviamo. 

Nutriamo una discreta quantità di dubbi sulla validità dell'azione prevista, che si concretizzerà in tre mezze giornata a settimana e del relativo investimento di 56.000,00 €urini della comunità, che si sommano ai 40.000.00 dati al PIN per la "mappatura dei luoghi dello spaccio" e ai 60.000 spesi anni addietro con il fondo europeo di cui sopra e tanti altri ancora.

A dicembre 2014 Abbiamo conosciuto i primi operatori arrivati  per la mappatura dello spaccio, che ci hanno detto di essere di Pane&Rose, mandati dalla CAT per conto del PIN e di venire da Firenze.... ci hanno detto che impiegheranno due mesi per farsi una idea della situazione. Pane&Rose, cooperativa pratese notoriamente non rivolta alle dipendenze, forse alle recenti elezioni aveva un candidato nella lista civica del sindaco Biffoni?

Da qui alla fine dell'anno gli operatori di strada della CAT  saranno per 12 ore a settimana a Prato, e dividendo la somma investita di 56.000 €uro  annui si arriva ad una spesa di 1200 euro a settimana per un costo di 100 euro l'ora. Tutte riflessioni utili.

Infine, alla dott.  Antonella Manfredi diciamo  che le morti dichiarate per droga a Prato nel 2014 non sono 3 come da lei affermato in conferenza stampa, ma molte di più, a noi note sono più di 20, perchè le abbiamo conosciute tutte stando qui in strada, sono cittadini morti a Prato o fuori, dopo essere venuti a PierCironi a comprare la droga. L'ultimo di dicembre un uomo di 50 anni e padre di tre figli pare abbia acquistato eroina tagliata con cianuro. L'affermazione "non erano utenti di questo Sert" lascia veramente il tempo che trova, come a dire, noi non c'entriamo nulla, non abbiamo responsabilità. Invece responsabilità ce ne sono eccome.  L' "emergenza adolescenti " della la dottoressa Manfredi parla da due mesi, noi l' abbiamo segnalata proprio a lei dalla prima telefonata del giugno 2013, fatta scrivere sui giornali, ne abbiamo identificati ben più dei 2 del 2013 o dei 4 del 2014 dichiarati seguiti dal Sert.  Forse è bene uscire dal palazzo e venirsi a sporcare le mani qui in strada, sabato e domenica pomeriggio i giorni consigliati. 

#pratoriducildanno
#pratocelapuoifare

ORA APPROFONDIAMO..... poi, con calma, NE  RI-PARLIAMO
 
Per chi vuole saperne di più:

http://www.pratosfera.com/2013/10/09/proposte-via-pier-cironi-prato/

http://comunicati.comune.prato.it/generali/?action=dettaglio&comunicato=14201500000044

www.notiziediprato.it/news/in-aumento-le-overdose-e-la-dipendenza-tra-i-giovani-prato-corre-ai-ripari-con-gli-operatori-di-strada

 http://recuperiamoci.blogspot.it/2014/07/summer-school-of-ecodesignspaziopenciro.html

www.pratosfera.com/2015/01/13/prato-tossicodipendenza-operatori-di-strada/

http://www.poloprato.unifi.it/en/ricerca/laboratori/laboratorio-forma-mentis/progetti/dialoghi-interculturali.html

 http://www.tvprato.it/2014/11/droga-in-san-giorgio-video-choc-siringa-in-gola-nella-corte-di-un-palazzo-la-rabbia-dei-residenti-foto-e-video/

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